2017

11/12

by Alessandra Palladino

Insegnare uno strumento

Un mondo di possibilità per la conquista delle abilità strumentali

Non capita spesso di interrogarsi sulla natura della conoscenza e dell’apprendimento, nonostante siano attività che esercitiamo quotidianamente ed ininterrottamente. Eppure, ognuno di noi possiede una propria idea relativa a questi concetti e, in base ad essa, agisce in modo piuttosto inconsapevole, incoraggiando o inibendo certi atteggiamenti.
Secondo una convinzione fortemente radicata, la conoscenza è come un edificio che si costruisce mattone su mattone e piano su piano. Questo significa che, se avessimo un oggetto da conoscere, dovremmo interiorizzarne i vari elementi che lo costituiscono, fino a raggiungere la conquista definitiva della sua conoscenza. Tale concezione si basa sulla conoscenza graduale e lineare, secondo la quale non si può costruire il secondo piano se non dopo aver completato il primo. Le radici di questa convinzione sono da ricercarsi nel pensiero scientifico classico, che ha segnato l’inizio dell’età moderna e che continua ad influenzare profondamente la cultura occidentale. La conoscenza graduale e lineare crede nella suddivisione e nella riduzione in piccole parti di ciò che si vuole apprendere. Se davvero l’apprendimento avvenisse così, resterebbero fuori da questo processo tutti gli aspetti affettivi, emotivi, simbolici, creativi, in quanto essi non potrebbero essere suddivisi ed organizzati.

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