2016

11/1

by Mario Piatti

Voce e canto

Una canzone per rilassare

Ninna nanna del serpente
con gli occhiali e senza un dente.
Lui dormiva a più non posso
zitto, zitto, dentro un fosso.
Zitto, zitto, silenzioso
con soltanto un soffio al naso.

Un bel giorno dentro il fosso
ruzzolò per caso un sasso.
Ruzzolò fin sotto al naso
del serpente silenzioso.
Fu così che perse il dente.
Ninna nanna del serpente.

Ninna nanna del serpente,
quando parli lui ti sente.
Sente solo da un orecchio
e ti vede in uno specchio.
Uno specchio di magia
che non dice la bugia.

Ma non guarda più lo specchio
tanta gente, bimbo o vecchio,
e chi dice una bugia
pone fine alla magia:
la magia di chi non mente.
Ninna nanna del serpente.
 

La ninna nanna costituisce sempre una specie di in-cantesimo, di in-cantamento. Parole, suoni, sguardi, silenzi, carezze, dondolamento, …
Il contesto della ninna nanna è un contesto di fiducia, di abbandono, da cui ha origine l’immaginazione, il sonno, il sogno.
Nello spazio tempo della ninna nanna ci si confidano anche segreti e desideri, mentre i momentanei silenzi si caricano di molteplici significati. E il piacere si prolunga, si arrotola su se stesso come il serpente, si moltiplica e si accresce nel rispecchiamento reciproco.
La magia degli specchi: cosa c’è di più reale/irreale della nostra immagine rispecchiata? Quale rapporto di verità/bugia tra noi e l’altro “noi”?
Ci si potrebbe anche arrampicare sugli specchi con divagazioni semiologiche, ma è meglio usare la canzone per ripetere e/o inventare qualche incantesimo, qualche magia: la magia di una nuova “immagine” che nasce dal rispecchiamento reciproco dell’educazione.
Per i bambini gli adulti sono spesso specchi di una cultura e una pratica musicale centrata sulla competizione, sul successo, sull’individualismo.
Esistono idee, emozioni, valori, oggetti, azioni, sentimenti, parole nelle quali i bambini si rispecchiano e con le quali costruiscono la propria immagine di musica e il proprio rapporto con gli eventi musicali. A quale specchio-modello fanno riferimento gli insegnanti nel costruire il proprio rapporto di educazione musicale con i bambini?

In allegato la partitura e i file mp3.

La canzone è tratta da Mario Piatti e Marco Deflorian, C'era una volta, o forse due, PCC, Assisi, 1986.

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